Come temevo, l'amica Rosa mia paziente, di cui vi ho parlato nel post precedente, ha sciolto il nodo e per me che sono cristiano amo pensarla addormentata fra le braccia di Dio.
Oggi ero lì, fra gli amici, i parenti e conoscenti, mentre il sacerdote officiava la liturgia delle esequie. Immagini di vita scorrevano nella mia mente. Non vi nascondo che ci sono stati momenti in cui il mio occhio sinistro ha affogato in una lacrima di pena. La vita è anche questa pagina, ma ricordarla con le sue sofferenze, i suoi sforzi di dare a tutti qualcosa di se, mi obbliga ad ingoiare le mie debolezze e far tesoro di quanto una paziente abbia potuto dare ed insegnare sul tema "sofferenza, disabilità, etc" al proprio Fisioterapista. Nella scuola bolognese, quella del S.Orsola, ho avuto la fortuna col maestro Prof. Carlo Menarini di avere una visione della malattia, del malato, in un senso diverso e per quei tempi era una visione avanzata nel campo , parlo dei primi anni 80'. Nella rossa Bologna, mi dicevano che nel nostro affrontare la malattia non era la diagnosi a guidarci, non il numero del letto a riconoscere il paziente, ma era la PERSONA con la sua storia della malattia da incontrare. La scuola di pensiero bolognese mi è servita nella vita, ma non vi nascondo che l'esperienza sul campo ha apportato dell'altro. R. cioè Rosa la paziente che io ho visitato nella rianimazione è stata la donna, la paziente che mi ha insegnato tanto, sul piano umano, sociale, sanitario e spirituale.
Sì oggi si è sciolto un nodo, ed una vita è volata.
Nel salutarla col cuore in mano, dinanzi alla sua chiesa, mentre la bara stava per essere portata via, ho chiesto a Rosa di ricambiarmi un'attenzione, quella di essere lei questa volta ad accompagnarmi per mano nel camminare nel difficile lavoro quotidiano tra i malati, grandi e piccini, con i loro parenti e con quanti collaborano in questo faticoso ma prezioso lavoro.
Strano il marito ed il figlio di Rosa, continuavano a ringraziarmi di tutto, ed io mi dicevo dentro, non sanno che sono io che devo dire loro grazie. Grazie Rosa, ora va...sìì libera... 
arrivederci...








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