La mia Parrocchia insieme alle altre della Vicaria, hanno organizzato una Via Crucis per le strade del quartiere. Numerosa la folla dei fedeli che si distribuiva lungo il percorso, con partecipazione dei vari gruppi ecclesiali, che vedeva le varie generazioni seguire il Crocefisso lungo il Calvario cittadino, tra i focolari domestici, botteghe e automobilisti indaffarati a tornare a casa, da lavoro. Riflettevo nelle varie stazioni, quanto poco tempo sia passato da quell'evento maturato sul Golgota. Ci siamo fermati davanti ad un palazzo, dove le cronache tarantine e nazionali in questi giorni ci hanno fatto conoscere la dura realtà della follia e della debolezza in cui versa il genere umano e la sua prima organizzazione sociale, la famiglia.

Pochi giorni fa, alle luci del primo mattino e in poche ore, si è consumato in un appartamento del palazzo che sta alle spalle del Crocifisso, lo sterminio di una intera famiglia. Un uomo, separato dalla moglie, con fare omicida entrando in casa e brandendo un martello ha ammazzato la moglie Anna Maria e le due figlie Cristina e Rossella ed in seguito si è tolto la vita, suicidandosi. La moglie infermiera prestava servizio nell'ospedale cittadino, le due figlie studentesse, lui medico vascolare del medesimo ospedale. Lo sconforto ha colpito l'intera città, i vari ambiti che vedevano coinvolti gli sfortunati interessati hanno visto calare le tenebre. La follia, la disperazione, la paura e tante cose altre che non conosciamo, hanno fatto si che un uomo possa spezzare e spegnere la vita di quattro persone.
Riflettendo davanti a quella casa, il Crocifisso raffigurante il Cristo inchiodato, ho ritrovato il significato di questa Pasqua, che con fatica andavo cercando. Il Cristo, i chiodi, la Croce, la tortura, la disperazione, la morte, una famiglia, un martello, il dolore atroce, la morte...
Sì, 2000 anni sono davvero pochi, da quando è morto il Cristo. In questi giorni Taranto vivrà la sua settimana maggiore, quella santa, con i suoi riti sacri, di tradizioni, di fede..., sarà ripiegata su se stessa, mentre parte dell'umanità cittadina andrà per altre strade, alla ricerca di una speranza ancora non trovata.
In questi giorni i quotidiani locali, sono pieni di approfondimenti, di lettere al direttore, su quanto accaduto e guardando la mia e altrui vita personale e familiare, mi chiedo, se le nostre presenze vicino alla famiglia siano state sufficienti e qualitativamente efficaci. Quanti silenzi, disattese, assenze, richieste di aiuto espresse ed inespresse inascoltate o rinviate a data da destinarsi..
La Persona, la famiglia, oggi, qui, adesso ...ha bisogno di essere vista, cercata, ascoltata, aiutata, accompagnata, gratificata, ma 2000 anni sono pochi, e Pilato che preferisce lavarsi le mani per poi voltarsi indietro, Pietro il rinnegatore e poi pentito, Giuda il traditore e poi suicida, il Centurione incredulo e poi Credente, sono figure fraterne che ancora oggi sono presenti in questa umanità e mi richiamano alla dura realtà.
Io in questi giorni mi sforzerò di camminare per le strade, lungo il calvario quotidiano delle contraddizioni dell'umanità tarantina, nelle tante esistenze che inontrerò sperò di essere coraggioso a fermare il mio sguardo inei volti di Cristo, in quanti disperati, stanchi, oppressi, dimenticati, cercano la strada di casa. Un primo pensiero lo volgerò ai miei pazienti che tengo in cura, dal più piccolo al più grande, dopo passerò ai sani e sazi infelici. Approfitto per augurarvi BUONE PALME.
