Per la pace nel mondo freeburma2
venerdì, 30 novembre 2007

Siamo fortunati, riusciamo ancora ad emozionarci,...e

dobbiamo molto a persone che con cuore aperto, intelligenza d'animo e trasparente vivere, ci fanno dono del loro essere, Persona, Artista, Poeta, Cultore del bello.. .

Ci sono molti modi di parlare e vivere d'amore, la vita nelle sue traversie, nei suoi aspetti chiari ed oscuri, ma Roberto Benigni con la declamazione magistrale dei passi della Divina commedia, sa puntare al centro dell'ascolto di ognuno di noi, quello interiore.

Amare se stessi, una persona, la propria metà, la gente, la propria città, amare DIO...

Quando la cultura esce dai vari salotti, di porta a porta, o di Costanzo, ecc., ed entra in punta di piedi nelle nostre case, per sedersi affianco a noi e prenderci sottobraccio e poi parlarci col cuore, allora la VITA E' BELLA..

                                                                       Grazie Benigni, Grazie Roberto

roberto benigni

 Taranto, ha bisogno di essere incoraggiata ad osare contro tutte le forze avverse, ad uscire dall'Inferno per poter godere del Paradiso..

Grazie Dante, Grazie Alighieri

I NOSTRI FIGLI, COSA HANNO FATTO PER MERITARSI IL PRESENTE...D'INFERNO...?!

 CANTO V     -     INFERNO

                           Così discesi del cerchio primaio

                           giù nel secondo, che men loco cinghia

3     e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:

essamina le colpe ne l’intrata;

6     giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata

li vien dinanzi, tutta si confessa;

9     e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;

cignesi con la coda tante volte

12     quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:

vanno a vicenda ciascuna al giudizio,

15     dicono e odono e poi son giù volte.

"O tu che vieni al doloroso ospizio",

disse Minòs a me quando mi vide,

18     lasciando l’atto di cotanto offizio,

"guarda com’entri e di cui tu ti fide;

non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!".

21     E ’l duca mio a lui: "Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:

vuolsi così colà dove si puote

24     ciò che si vuole, e più non dimandare".

Or incomincian le dolenti note

a farmisi sentire; or son venuto

27     là dove molto pianto mi percuote.

Io venni in loco d’ogne luce muto,

che mugghia come fa mar per tempesta,

30     se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,

mena li spirti con la sua rapina;

33     voltando e percotendo li molesta.

Quando giungon davanti a la ruina,

quivi le strida, il compianto, il lamento;

36     bestemmian quivi la virtù divina.

Intesi ch’a così fatto tormento

enno dannati i peccator carnali,

39     che la ragion sommettono al talento.

E come li stornei ne portan l’ali

nel freddo tempo, a schiera larga e piena,

42     così quel fiato li spiriti mali

di qua, di là, di giù, di sù li mena;

nulla speranza li conforta mai,

45     non che di posa, ma di minor pena.

E come i gru van cantando lor lai,

faccendo in aere di sé lunga riga,

48     così vid’io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;

per ch’i’ dissi: "Maestro, chi son quelle

51     genti che l’aura nera sì gastiga?".

"La prima di color di cui novelle

tu vuo’ saper", mi disse quelli allotta,

54     "fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,

che libito fé licito in sua legge,

57     per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell’è Semiramìs, di cui si legge

che succedette a Nino e fu sua sposa:

60     tenne la terra che ’l Soldan corregge.

L’altra è colei che s’ancise amorosa,

e ruppe fede al cener di Sicheo;

63     poi è Cleopatràs lussurïosa.

Elena vedi, per cui tanto reo

tempo si volse, e vedi ’l grande Achille,

66     che con amore al fine combatteo.

Vedi Parìs, Tristano"; e più di mille

ombre mostrommi e nominommi a dito,

69     ch’amor di nostra vita dipartille.

Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito

nomar le donne antiche e ’ cavalieri,

72     pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: "Poeta, volontieri

parlerei a quei due che ’nsieme vanno,

75     e paion sì al vento esser leggeri".

Ed elli a me: "Vedrai quando saranno

più presso a noi; e tu allor li priega

78     per quello amor che i mena, ed ei verranno".

Sì tosto come il vento a noi li piega,

mossi la voce: "O anime affannate,

81     venite a noi parlar, s’altri nol niega!".

Quali colombe dal disio chiamate

con l’ali alzate e ferme al dolce nido

84     vegnon per l’aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,

a noi venendo per l’aere maligno,

87     sì forte fu l’affettüoso grido.

"O animal grazïoso e benigno

che visitando vai per l’aere perso

90     noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,

noi pregheremmo lui de la tua pace,

93     poi c’hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,

noi udiremo e parleremo a voi,

96     mentre che ’l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove ’l Po discende

99     per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

102     che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

105     che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense".

108     Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’io intesi quell’anime offense,

china’ il viso e tanto il tenni basso,

111     fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".

Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,

quanti dolci pensier, quanto disio

114     menò costoro al doloroso passo!".

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,

e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri

117     a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,

a che e come concedette amore

120     che conosceste i dubbiosi disiri?".

E quella a me: "Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

123     ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto,

126     dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

129     soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

132     ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso

esser basciato da cotanto amante,

135     questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:

138     quel giorno più non vi leggemmo avante".

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangëa; sì che di pietade

141    io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

 

 

postato da: giorossetti alle ore 00:56 | Permalink | commenti
categoria: , taranto, paradiso, inferno, dante alighieri, divina commedia, robert benigni
mercoledì, 28 novembre 2007

 YouTube ( Jacopofiorentino) - 26 luglio 2007 Un anno di Fiori di strada

 

YouTube (Jacopofiorentino) -  L'asta delle biciclette a Bologna

Taranto e Bologna hanno per me un significato profondo.

 Lo studio universitario, tra gli anni '70 e '80 fu arricchito da un sapere non solo fatto di libri, ma provato e sperimentato nel crogiuolo fatto di umanità, solidarietà, amicizia, guardare oltre, e.......tanto ancora.

Oggi, non kilometri, ore di viaggio, non più limiti o barriere, oggi non più.., quando il cuore è in sintonia con il battere di un cuore più grande, che non guarda a colore di pelle, di credo religioso o politico, di latitudine o emisfero, di status sociale o di sapere...  

Oggi, guardiamo con occhi diversi, vivi, col sangue che batte nelle vene, alle esperienze altrui, confrontandoci, con il nostro essere qui, ora, con il nostro essere Persona, cosciente del tempo, dello spazio e del momento storico in cui ci troviamo ad interagire.

Oggi, non più il timore, la paura dell'uomo e della sua storia, ma bensì il timore reverenziale per le debolezze, la capacità di ascolto e la visione di un copione ormai logoro.

postato da: giorossetti alle ore 02:38 | Permalink | commenti
categoria:bologna, taranto, universitĂ , solidarietĂ , prostituzione
martedì, 27 novembre 2007

YouTube (introcaso79) - Quando la cozza nasceva a Taranto

 marexis riportava tale commento sul filmato:

" davvero molto bello!!!!
La vera Taranto!!! Quella fatta da gente che ogni giorno si fà un **** così per portare il pane a casa!!!! "

YouTube (saVVatore) - Gino il barbiere parla di Marc Poll

ceskoi nel commento al filmato riportava questa riflessione:

" Mudù marc poll auerr! Io quando andavo al cimitero lasciavo sempre due sigarette vicino alla sua tomba! un grande "

Comunque la pensiamo, rimane la certezza che la storia è fatta dagli uomini, nel bene e nel male...

postato da: giorossetti alle ore 00:16 | Permalink | commenti (1)
categoria: , barbiere, cozza tarantina, marc poll
domenica, 25 novembre 2007

 YouTube(flozstation)17-12-2006

Coraggio non cadiamo nel pessimismo,

 cambiare si può...,

ognuno pensi quello che vuole...,

il Sindaco lo abbiamo cambiato...,

resta qualche particolare da aggiustare..provate a pensare.

 

Intanto godiamoci un divertente video...

 

YouTube (Antho05) - Justice- D.A.N.C.E (Version Finale)  

postato da: giorossetti alle ore 21:20 | Permalink | commenti
categoria:taranto, tarantini
sabato, 24 novembre 2007

I Care Taranto non poteva non aderire a tale manifestazione, noi maschietti abbiamo da fare i conti con la cruda realtà e verità....la donna ha tutto il sacro diritto di pretendere il nostro rispetto, la sua dignità è sacra quanto la nostra, la sua libertà è inviolabile quanto lo è la nostra, tutto il resto...fa parte di tempi e luoghi oramai lontani..

In occasione della
Giornata Internazionale
contro la violenza sulle Donne

 

  violenza contro le donne

 

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

PIAZZA DELLA REPUBBLICA
SABATO 24 NOVEMBRE 2007 - ORE 14

 

 

 CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Care amiche,

è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.

La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne. 

I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:

- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.

- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare

- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:

- Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)

La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.

Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.

Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.

Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.

Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.

Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito. Un caro saluto a tutte.

NON ESISTE CHI PICCHIA PER AMORE  

Per firmare l'appello

wwww.controviolenzadonne.org         

manifestazione romana contro la violenza alle donne(www.alicesu.splinder.com)                          

                                         

 

 

postato da: giorossetti alle ore 19:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:donne, violenza, manifestazione
sabato, 24 novembre 2007

 

 

Scherziamoci su,

senza tante parole,

gli uomini fanno di peggio...

YouTube (fracavia)

postato da: giorossetti alle ore 02:16 | Permalink | commenti
categoria:donna, parchegiare, esame di guida
mercoledì, 21 novembre 2007

Mentre tutto sembra andare verso il non senso, ho voglia di dedicare questo video a quanti amano la vita o la disprezzano, a quanti aspettano un figlio o a quanti non si sentono di aspettare, a quanti faticano di far crescere i figli o a quanti li dimenticano.

 La domenica, durante la mia messa, dopo la consacrazione quando affido sull'altare le mie intenzioni e di quanti camminano con me o di quanti amici ormai sono assenti, un pensiero va a " Signore ricordati di quanti bambini, oggi non hanno visto la luce.."

postato da: giorossetti alle ore 21:35 | Permalink | commenti
categoria:gestazione
sabato, 17 novembre 2007

(youtube-gabomapo)

C'è chi parla di una città bella, chi la descrive da terzo mondo, chi la descrive sporca, chi si commuove nel pensarla da lonrtano, c'è chi l'abbandona salendo su un treno, c'è chi ogni mattina attraversa la città per affacciarsi sul canale, c'è chi la strozza, chi le chiede il pizzo, chi vende le cozze e t'invita ad assaggiarle appena aperte, c'è chi da studente nel grigio nord sogna l'azzurro mare, c'è chi ogni giorno prima di andare a fare le sue cure chemioterapiche o radioterapiche spazza quella polverina argentata che ricopre il pavimento di casa..

Taranto è anche questo, ma non tutto..meditiamo gente.

postato da: giorossetti alle ore 21:10 | Permalink | commenti
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