Per la pace nel mondo freeburma2
venerdì, 28 settembre 2007

IERI

marcia

OGGI

 

fiume rosso

(La foto tratta dal mondo di splinder è pubblicata nel sito http://www.mizzima.com)

L'11 settembre segna il passo nella storia e passa il testimone all 'umanità combattuta, disprezzata, imprigionata, sfruttata, reclusa e spiritualmente capace di resistere al male.

Raccolgo l'invito dell'amico Mrpalomar, che dal suo blog ci invita a:

In rosso per i monaci del Myanmar
Sono i piccoli gesti, a volte, a segnare un piccolo punto a favore della comunicazione gestita dal basso.
Così vi propongo di aderire al passaparola che sollecita un piccolissimo, semplice gesto in favore della battaglia per i diritti civili iniziata dai monaci buddhisti del Myanmar: domani (28 settembre) indossiamo tutti una maglietta od un nastro rosso, in segno di solidarietà!

invito i Mr Palomar

L'amico Palomar li ricorda così..

La tirannia ha il fiato corto quando il popolo non ha più paura di camminare per strada, sapendo di dover versare il sangue per i propri figli...

Sarebbe bello se questo fiume crescesse e percorresse in piena, velocemente, senza perdere tempo, senza recare danno, con la sola non violenza, le piazze, le carceri segrete, la democrazia negata, gli uffici dei grandi palazzi di vetro, i parlamenti inerti, i governi attenti alla loro diplomazia, le stanze da letto dei tiranni e dei boia, che al loro risveglio sono pronti come ogni giorno a decidere delle sofferenze dei loro popoli.

Non una pietra, non una mazza, non un proiettile contro l'odio, ma lo sguardo fiero di chi nel petto sa di avere un cuore che batte per la democrazia, la libertà, la fratellanza, per il rispetto di tutti i credi religiosi, per la condivisione dei beni che madre natura ci offre...

DOMANI ...?...

postato da: giorossetti alle ore 03:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:11 settembre
lunedì, 24 settembre 2007
 
    

Ci vogliono i monaci buddisti, gli abitanti della ex Birmania e i dittatori di quel paese per risvegliare in noi il sapore dello spezzare le catene di ogni schiavitù, frutto  unicamente della nonviolenza, della dimostrazione pacifica del cammino umano che in quelle e  in tante terre, può diventare cammino di libertà, giustizia ritrovata, fraterna amicizia condivisa, pane distribuito a tutti, versi poetici del Bengala versati nei cuori umani, preghiera silenziosa unita al profumo dei tanti incensi sparsi nei templi di ogni terra, elevata verso l'unico Dio.

 

birmania protesta monaci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi propongo la pagina che questa mattina mi sono ritrovato a sottolineare, per puro caso. Il capitolo è << Birmania addio, tratto da - Un indovino mi disse - di Tiziano Terzani

<< Sì! proprio delle catene! Ai piedi di una ventina di uomini, scarni, emaciati, alcuni con l'aria febbricitante, tutti coperti di stracci polverosi, che avanzavano faticosamente, all'unisono come un enorme millepiedi, trasportando a spalla un lungo tronco d'albero. Le catene ai loro piedi erano legate con altri ferri a una catena che ciascuno aveva attorno alla vita.

I due soldati che accompagnavano i prigionieri ci fecero cenno con i fucili di mettere giù le nostre macchine fotografiche.

<< Sono missionari. Non vi preoccupate >>, disse Andrew per rassicurarli. Chi sa perchè essere missionari risultava una raccomandazione, però funzionò. Un paio di sigarette aggiunsero convincimento.

Posato il tronco, i prigionieri si fermarono. Uno disse di venire da Pegu, uno da Mandalay. Tutti e due erano stati arrestati cinque anni prima, durante le grandi manifestazioni per la democrazia: prigionieri politici, messi ai lavori forzati.

E' strano stare davanti a una tale nefandezza, dover prendere mentalmente delle note, scattare delle foto senza dar troppo nell'occhio, cercare di non mettersi in pericolo, di non dare a quei disgraziati più problmi di quanti già ne avessero e accorgersi poi di non aver avuto neppure il tempo di commuoversi, di scambiare una parola di semplice umanità. Improvvisamente si hanno gli occhi su un abisso di dolore, si cerca di immaginarsene il fondo e la sola cosa che viene da chiedere è: << E quelle? >> indicando le catene.

<< Le porto da due anni. Ancora uno e me le potrò togliere >>, disse il giovane di Pegu. E già era uno dei fortunati: ai piedi aveva dei vecchi calzini che gli attutivano il contatto dell'anello di ferro con la carne. Gli altri, senza quella protezione, avevano brutte piaghe alle caviglie.

<< E la malaria? >>

<< Tantissima >>, disse il giovane di Mandalay e automaticamente si voltò verso il suo vicino, dalla faccia gonfia e giallastra, che tremava. le sue mani ossute erano piene di strane macchie come fossero scottature. I prigionieri - un centinaio in tutto - dissero di stare in un campo poco lontano. I loro compagni li vedemmo subito dopo, sul greto del fiume, che spaccavano sassi, anche loro incatenati, anche loro guardati a vista da soldati armati, che ci impedirono di fermarci.

Dopo il colpo di Stato del 1988, il massacro dei dimostranti e l'arresto di Aung San Suu Kyi, l'eroina del movimento per la democrazia, i dittatori di Rangoon avevano continuato ad atterrire il paese e a reprimere sul nascere ogni espressione di dissenso. Decine di migliaia di persone, specie giovani, erano state arrestate, mandate ai lavori forzati, usate come portatori nell'esercito o come cavie sui campi minati dalla guerriglia. Prigionieri politici erano stati buttati assieme ai prigionieri di diritto comune. Per la dittatura erano tutti criminali, uomini da incatenare, vite da sprecare, senza lasciar traccia, in questo dimenticato gulag tropicale.

<< Di campi così ce ne sono ovunque >>, disse Andrew. << Le aziende private appaltano la costruzione della strada e vanno nelle prigioni a prendersi gli uomini di cui hanno bisogno. Se muoiono, ornano a prendersene degli altri.>>

Questa pagina è stata scritta da Tiziano Terzani solo nel 1995

postato da: giorossetti alle ore 23:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:democrazia, tiziano terzani, indovino
lunedì, 24 settembre 2007

Ritorno nel mondo reale, dopo un meritato riposo e sento il bisogno di urlare in questa piazza il mio Vaffan...alle stronz..che ancora gli uomini fanno...visione innocente della realtĂ 

E basta!!!.. ve la volete finireee...

monaci in  Myanmar o ex Birmania

Signor Ministro Fioroni  non pensa che sia opportuno rivedere i testi riguardanti la Storia, materia nobile che viene insegnata ai nostri figli nelle "amate"scuole italiane!.. 

 

 

 

<< Parliamo di Pace, introduciamo una cultura di pace nell'educazione dei giovani. Perchè la storia deve essere insegnata soltanto come un'infinita sequenza di guerre e di massacri? >> ( Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra)

LETTERA ALL' HOMO SAPIENS

Caro Homo Sapiens grazie di essere esistito. Mio padre mi ha detto e  i miei figli me lo hanno ricordato che io provengo dalle scimmie, che io, te, mio padre e i miei figli siamo l' evoluzione dalle scimmie. Grazie Homo Sapiens, per le belle cose che ci hai insegnato, spinto ad ideare, inventare, creare, a costruire e ad usare. Grazie Homo Sapiens. Ho imparato a volare nel cielo, ad andare sotto la superficie del mare, molto sotto, ad andare sulla Luna e mi sto preparando per andare su Marte. Grazie Homo Sapiens, per avermi insegnato a difendermi dagli altri evoluti come me, che vogliono le mie terre, le mie foreste, il mio petrolio, la mia acqua. Grazie per avermi insegnato a costruire tante armi, mine antisimili, carri armati, sottomarini nucleari, bombardieri, bombe atomiche che io ho già usato con successo. Grazie Homo Sapiens per avermi fatto diverso dalle scimmie, che io porto a far vedere ai miei figli allo zoo e dove fortunatamente sono rinchiuse nelle gabbie. Caro Homo Sapiens, però... ho da confessarti una mia debolezza, se da una parte io mi sento forte e sicuro, dall'altra sono inquieto e mi fa paura anche la mia ombra. Grazie Homo Sapiens, non verrò meno al compito che mi hai assegnato di passare il testimone ai mei figli come tu me lo hai consegnato... . ( Giovanni Rossetti )

 

                                                                                                                                                                                                                              

postato da: giorossetti alle ore 00:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:homo sapiens