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sabato, 10 maggio 2008

                               

 

 

Aldo Moro

Aldo Moro

                                     

Aldo Moro e le soluzioni del potere

postato da: giorossetti alle ore 09:36 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 maggio 2008

Come temevo, l'amica Rosa mia  paziente,  di cui vi ho parlato nel post precedente, ha sciolto il nodo e per me che sono cristiano amo pensarla addormentata fra le braccia di Dio.

Oggi ero lì, fra gli amici, i parenti e conoscenti, mentre il sacerdote officiava la liturgia delle esequie. Immagini di vita scorrevano nella mia mente. Non vi nascondo che ci sono stati momenti in cui il mio occhio sinistro ha affogato in una lacrima di pena. La vita è anche questa pagina, ma ricordarla con le sue sofferenze, i suoi sforzi di dare a tutti qualcosa di se, mi obbliga ad ingoiare le mie debolezze e far tesoro di quanto una paziente abbia potuto dare ed insegnare sul tema "sofferenza, disabilità, etc" al proprio Fisioterapista. Nella scuola bolognese, quella del S.Orsola,  ho avuto la fortuna col maestro Prof. Carlo Menarini di avere una visione della malattia, del malato, in un senso diverso e per quei tempi era una visione avanzata nel campo , parlo dei primi anni 80'.  Nella rossa Bologna, mi dicevano che nel nostro affrontare la malattia non era la diagnosi a guidarci, non il numero del letto a riconoscere il paziente, ma era la PERSONA con la sua storia della malattia da incontrare. La scuola di pensiero bolognese mi è servita nella vita, ma non vi nascondo che l'esperienza sul campo ha apportato dell'altro. R. cioè Rosa la paziente che io ho visitato nella rianimazione è stata la donna, la paziente che mi ha insegnato tanto, sul piano umano, sociale, sanitario e  spirituale.

Sì oggi si è sciolto un nodo, ed una vita è volata.

Nel salutarla col cuore in mano, dinanzi alla sua chiesa, mentre la bara stava per essere portata via, ho chiesto a Rosa di ricambiarmi un'attenzione, quella di essere lei questa volta ad accompagnarmi per mano nel camminare nel difficile lavoro quotidiano tra i  malati, grandi e piccini,  con i loro parenti e con quanti collaborano in questo faticoso ma prezioso lavoro.

Strano il marito ed il figlio di Rosa, continuavano a ringraziarmi di tutto, ed io mi dicevo dentro, non sanno che sono io che devo dire loro grazie. Grazie Rosa, ora va...sìì libera... rosa per te..

arrivederci...

postato da: giorossetti alle ore 00:42 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 09 maggio 2008

Foto pubblicata da aphrodite1
postato da: giorossetti alle ore 00:34 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 03 maggio 2008

Scusatemi ma ultimamente faccio fatica ad aggiornare i post.

Questa sera, alle ore 19,00 ho varcato il cancello dell'Ospedale SS.Annunziata di Taranto. Solo quindici giorni fa, nel primo pomeriggio ricevevo una chiamata sul cellulare, era il marito di una cara paziente  " siamo in ospedale, R. è caduta in bagno, sembra che sia in coma, la devono operare d'urgenza...ti volevo avvisare..". Il mio primo istinto mi ha spinto oltre quel cancello, quando dietro la porta del reparto delle sale operatorie di chirurgia, in un sabato prefestivo, nel silenzio del tramonto, marito, figlio e due coppie di amici attendevano qualche notizia, conforto da una qualsiasi figura sanitaria. Saputo la modalità dell'accaduto ho capito che la cosa era molto seria..In circa 8 ore, la signora R. ha subito 2 interventi chirurgici alla testa. Per 2 volte ho visto la sua barella uscire dalla sala chirurgica e poi rientrare di nuovo..e in trepidante attesa abbiamo aspettato fino alle 1,30 di notte per vedere che R. veniva portata in rianimazione, e sentire la porta chiudersi alle nostre spalle.

R. è una donna speciale, sensibile,  la sua salute malconcia  gli permetteva di usare solo metà del corpo e non gli impediva di venire in ambulatorio per tre volte la settimana,  a fare la sua seduta di Riabilitazione. Un incontro felice il nostro, ci siamo trovati subito in sintonia, per me è stato facile lavorare con lei ed ottenere la sua collaborazione e quella del marito. In Riabilitazione non è facile trovare una piena fiducia e disponibilità a collaborare in modo costante nel tempo. R. negli anni ha mostrato il meglio di se, facendo della sua disabilità un mezzo di comunicazione, di incontro con tanti amici e situazioni. R. è riuscita con i suoi interventi nella Radio locale cittadina di S.Giorgio J., Radio Puglia, www.radiopuglia.it  a divenire un personaggio tanto da farsi attendere, ricercare e commentare con simpatia dai radioascoltatori. R. è  un personaggio positivo, pronto a percepire i bisogni altrui, a fraternizzare, spesso mi diceva " io ti considero un fratello ed un amico", ed io nel compiacermi, capivo l'importanza di quel suo sentire, dell'equilibrio con cui la dovevo trattare dal punto di vista sanitario ed umano. Non ci sono stati problemi fra di noi, ma rispetto ed amicizia negli anni, che ci hanno visto partecipare le vicende belle e non della vita.

Questa sera, arrivando al reparto di Rianimazione ho incontrato il marito di R., ho aspettato due settimane per chiedere se era il caso che io visitassi R., sapendo che tale incontro poteva essere da ulteriore stimolo  per la sua sperata ripresa.

Stranamente, dopo anni sono ritornato in questo reparto, infatti come parente aspettavo a turno di poter  entrare  parlando a gran voce da dietro una vetrata verso il familiare ricoverato, mentre i parenti degli altri ricoverati facevono la medesima cosa, immaginate la situazione tragico-comica quando i pazienti al di là del vetro ci vedevano come pazzi urlare. I minuti concessi erano pochi e dopo si aspettava il laconico incontro con il rianimatore di turno, che ripeteva allo stesso modo, " situazione gravissima, se si riprenderà ci potrà essere, cecità, sordità, sedia a rotelle, etc.." Dopo un mese il mio familiare ricoverato...è uscita e dopo alcuni mesi di convalescenza ristabilitasi è tornata con le sue gambe nel reparto a farsi vedere e salutare i sanitari...

Questa sera apertosi la porta, un camice celeste con i baffetti a voce sostenuta ha esclamato " visita parenti...R. " ed io " eccomi.." il marito di R. mi ha dato nelle mani un registratore, una cuffietta, ed una cassetta  che io avevo invitato a realizzare, registrando le voci amiche della Radio che R. amava ascoltare e conversare.

corridoio ospedaliero

Un corridoio lungo e uno sciame di parenti  a passo spedito mi hanno indicato una nuova modalità di incontro con tali malati ricoverati in Rianimazione. Sono entrato in una sala, dove le persone che mi precevano dopo essersi  lavati le mani, hanno indossato cappellino, camice, mascherina e scarpette, tutto sterile e a perdere. Con il registratore mi sono incamminato, guardando a destra e a sinistra stanze attrezzate e monitorate ospitanti due pazienti per volta e quando ho chiesto " scusi R." una voce indicandomi il letto mi ha risposto  " è qua ".

sala di rianimazione

Nella stanza c'erano due donne, quella lontana dalla porta di ingresso era lei, intubata e monitorata, un bip-bip mi ha accolto richiamando l'intervento di un sanitario che prontamente la azzittita facendole capire che non doveva disturbare, mentre io guardando il  viso retratto e asciutto  ho detto " R. che mi hai combinato, mi fai venire fin qua, facendomi vestire da marziano,  ma dovevi prendere proprio una lepre nel bagno di casa!?!....", il suo occhio destro era fermo ed immobile, quando il sinistro  con la sua pupilla ha incominciato, come incuriosita   a seguire il mio parlare. Ho messo un capo della cuffietta nell'unico suo orecchio disponibile e con l'altro  io ascoltavo e commentavo in diretta quanto sentivo della registrazione, collegati da una cuffietta. La sua pupilla sinistra continuava a seguire il mio dire, capivo che era il suo unico modo in quel momento di comunicare. Gli ho preso la mano sinistra, quella che per anni ho preso e trattato, era fredda e non calda come al solito. Mentre il suo occhio non mi lasciava, gli parlavo di me, di lei, del marito,  del figlio, del lavoro, dei colleghi... e quando gli ho fatto il nome dei miei due figli, del più piccolo di Marco e di mia moglie, i suoi occhi hanno ritrovato l'umidità, le pupille erano in un lago di lacrima. Volevo abbracciarla, stringerla, questa "sorella, amica, madre e cara paziente", ma non potendo, con il dorso delle mie dita le ho accarezzato lembi disponibili delle sue guancie. Mentre il suo viso con la sua bocca aperta, asciutta e retratta  donava al tatto, una guancia rilassata e uno sguardo tenero di un incontro non a senso unico...si è avvicinato un camice celeste con una cartellina in mano, che poi ho immagino fosse un medico e a due passi dal letto dondolando il capo pronunciava " situazione molto seria..." io volutamente mi sono allontanato dal letto per far capire che non mi sembrava il caso che si parlasse in quei termini davanti all'interessata in quelle condizioni.... mentre il mio essere " riabilitatore e operatore sanitario" è venuto meno, mi sono rivisto nelle stesse modalità di anni prima, con la differenza che prima tali comunicazioni avvenivano lontano dall'ammalato, oggi accadeva in compagnia dell'ammalato....  

Finito il colloquio sono ritornato da R., e sfruttando il tempo rimasto l' ho incoraggiata nella sua voglia di vivere, di tornare a casa per fare le cose belle, a resistere e a sforzarsi nella ripresa, gli ho assicurato che avrei portato i suoi saluti a Marco, al resto della famiglia e mentre l'occhio sinistro si rituffava nel lago di una lacrima, strigendogli la mano le ho detto che non potevo darle un bacio sulla fronte con tutta quella fasciatura e accarezzandole il viso le ho assicurato che aspettando il mio turno sarei tornato a rivederla e che una volta fuori  dall'ospedale avremmo organizzato una grande festa nella sua nuova casa. Cercando di fissare i suoi occhi, nella serenità d'animo, ho dovuto voltargli le spalle e riprendendo il percorso inverso, nello sciame come api operaie dei parenti mi sono spogliato del " tutto a perdere" ed uscito fuori in cuor mio ho ringraziato il marito di R. e raccontando dell'incontro, comprendevo il cuore grande di quest'uomo che insieme al figlio, fuori la porta avevano permesso a me di incontrare la moglie e la madre, nella condivisa speranza, del trionfo della vita. Tornato a casa, a Marco, ho raccontato dell'incontro, ansioso di sapere come stava R. ha congiunto le mani elevando una preghiera al buon Dio per permettere la guarigione dell' Amica.

 

postato da: giorossetti alle ore 23:30 | Permalink | commenti (4)
categoria:ospedale, rianimazione, ssannunziata
sabato, 26 aprile 2008

Cari amici I CARE TARANTO da mesi fa parte di un GAS o GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE, insieme ad altre tre famiglie partecipa acquistando dal contadino prodotti alimentari, specialmente ortofrutticoli. Le quattro famiglie condividendo tradizioni, rispetto dell'ambiente, voglia di mangiare sano e condivisione nell'acquisto dei prodotti alimentari, ridistribuisce in maniera equa, quanto acquistato dai produttori. L'appuntamento del sabato pomeriggio per le 4 famiglie, permette  di socializzare, fraternizzare e condividere un nuovo stile di spesa, un modus vivendi di solidarietà e che incomincia a non riguardare solo i prodotti alimentari.

I Gas sono presenti in maggior modo nel Nord Italia, specie in Emilia, all'estero in Francia con i gruppi AMAP  “Association pour le Mantien d’une Agriculture Paysanne” dove con intelligenza transalpina viene adottato il contadino abbonandosi ad una quota del raccolto del suo campo e quindi condividendo i possibili rischi.

Cosa dirvi, le donne che compongono il gruppo Gas I CARE di Taranto, sono soddisfatte dell'abbattimento dei prezzi e la sforbiciata che viene data all'esborso settimanale della spesa, con la relativa felicità dei loro compagni. I volumi sono ancora ridotti ma il piccolo gruppo tarantino pensa di estendere il paniere su altri prodotti alimentari e non, come i servizi, cercando sempre di non trascurare il rapporto qualità/prezzo.

postato da: giorossetti alle ore 09:07 | Permalink | commenti
categoria:gas , amap, gruppo di acquisto solidale
sabato, 26 aprile 2008

Foto pubblicata da laquercia88
postato da: giorossetti alle ore 09:06 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 14 aprile 2008

Cari amici, erano pronti altri interventi, ma l'invito raggiuntomi tramite il blog di Beppe Grillo, mi prende e lo rilancio sulla piazza di Taranto, a quella italiana e a quanti ci seguono dall'estero. I CARE TARANTO rimane vicino alla PERSONA anche in questa situazione.

 di chi si tratta: Fabio Aimo, anni 4

Fabullo

Fabullo avendo una malformazione cardiaca ha dovuto subire due interventi chirurgici al cuore, riportando dopo il secondo intervento un ischemia cerebrale con relativi danni ed esiti di tetraparesi spastica. Tutto questo è successo 16 mesi fa, ora il bambino interagisce e muove la testa, ma il resto del corpo non ha autonomia di movimento. I genitori di Fabullo,  Angela e  Paolo, come farebbero tanti papà e mamme, si sono dati da fare e senza rassegnarsi, vincendo le resistenze, diagnosi e prognostici, sono riusciti a contattare un medico specialista del campo, negli Stati Uniti, il Dott. Bifulco del centro  Therapies4kids (Florida), ricevendo speranze di miglioramento per la salute di Fabullo e per la loro gioia. Le cure dovrebbero incominciare il 17 ottobre, e per quella data ai genitori servono 120.000 dollari per il costo corrispondente ai primi tre mesi di cure. Cari genitori, guardiamo ai nostri figli, godiamo pure della loro salute, ma non chiudiamo il cuore a chi ci guarda dentro all'anima. Una piccola goccia, con altre gocce, possono dissetare e salvare un'assetato.

Ed ora permettetemi di chiudere con le parole di Beppe Grillo: "Fabullo non è solo. In Italia bambini che si recano all’estero per cure che qui non riescono a trovare ce ne sono molti. La storia dei viaggi della speranza si ripete ogni volta, con la colletta affidata al buon cuore delle persone.
Lo Stato dov’è? Le nostre tasse a cosa servono se non possono salvare i nostri figli? 120.000 dollari sono lo stipendio di un qualunque assessore politico da strapazzo. L’Italia degli sprechi è anche l’Italia di chi è abbandonato.
Aiutiamo Fabullo a correre in un prato. "

Clicca e saprai come fare per aiutare Fabullo e quanto è stato raccolto fin'ora.

http://www.fabullo.it/donazioni.htm

Visita il Blog di Fabullo e saprai molto di più

http://www.fabullo.it/home.htm

 

postato da: giorossetti alle ore 00:40 | Permalink | commenti
categoria:fabio aimo, fabullo
giovedì, 03 aprile 2008

Cari amici nei giorni di Pasqua ho inviato ad una stretta cerchia di conoscenti gli auguri di Pasqua e il mesaggio recitava " ..dopo tanta Passione ecco la Resurrezione..auguri....bla,bla,.."

La Pasqua è alle nostre spalle, il calendario segna il nostro divenire è tempo di guardare avanti...

doverte sapere che il mio interesse per il mondo della bicicletta e per i benefici che può apportare sulla salute dei cittadini, sulle loro tasche e sulla qualità della vita dell'intera società mi ha portato a conoscere una realtà davvero singolare, dire stupenda è poco... basta varcare i mari, gli oceani ed arrivare niente di meno che a Bogotà, capitale della Colombia e precisamente nela sua

CICLOVIA DI BOGOTA'

Nel destarvi dal piacere e dal sogno, vi invito a fare una pedalata dalle parti di http://www.streetfilms.org dove ho raccolto tali notizie. Non riesco a capacitarmi mentre noi stiamo a riflettere sulla fabbrica delle nuvole di Taranto, a Bogotà se ne vanno beatamente in bici, a passeggio, nelle zone pedonali, nei 70 Km di piste ciclabili, sembra un sogno ti viene di partire ed andare a Bogotà portandosi dietro la bici. Mi chiedo se la nostra  fabbrica delle nuvole con i suoi profumi non influisca nel non farci distogliere lo sguardo dal guardare oltre la punta del naso, delle realtà esistenti, mi chiedo anche se a Bogotà ci fosse una fabbrica delle nuvole cosa succederebbe!!..sarebbe la stessa cosa, come a Taranto, la vita fatta di sogni..?

CARO SINDACO DOTT. STEFANO E CONSIGLIO COMUNALE, PENSO CHE CI SIA BISOGNO DI GIRARE PAGINA SULL'AMBIENTALISMO, NON POSSIAMO RIMANERE A GUARDARE SOLO LE NUVOLE, QUELLO RIMANE SOLO UN ASPETTO IMPORTANTISSIMO, MA IL RESTO..., INCOMINCIAMO A REALIZZARE L'1% DI QUELLO FATTO A BOGOTA', DELLA VIVIBILITA', DELLA LIBERTA' IN SICUREZZA NEL POTERCI SPOSTARE PEDALANDO  PER LA CITTA'.   SE DOVESSERO SERVIRE DEI SOLDI SAPETE A CHI CHIEDERLI, ALLA FABBRICA DELLE NUVOLE, SEMPRE SE LA RAFFINERIA NON E' DI PARERE CONTRARIO, PERCHE' ANDARE IN BICI VUOL DIRE NON USARE L'AUTO IN CITTA', NON USARE L'AUTO VUOL DIRE NON FARE IL PIENO DI CARBURANTE,..E SE QUEST'ULTIMI SI ARRABBIANO..COME LA METTIAMO...

VI PREGO FATELO UN VIAGGIO A BOGOTA', FATECI SOGNA'...

P.S. Nel sito ai commenti sulla notizia ho lasciato tale nota:  "Cari Amici, poter vedere come una comunità lontana migliaia di Km al di là dell’Oceano riesce a dare l’opportunità ai suoi cittadini di poter usufruire tranquillamente di spazi pedonali, piste ciclabili, etc, lasciatemelo dire è commovente, vorrei invitarvi a visitare Taranto(Italia), che sa offrire 3 ponti ai suoi cittadini forniti di automobili a carburante, il I° ponte è di pietra. il II° ponte è di ferro, il III° ponte è di cemento. Bogotà batte Taranto 1-0. " con la speranza che dopo tanta Passione ci sia la Resurrezione...            

con stima I CARE TARANTO,